UN’ARCA DI NOÈ IN TERRA

11 marzo 2011, Fukushima diventa lo scenario del più grande disastro nucleare dopo Černobyl’. A tutti i cittadini e le cittadine è dato l’ordine di abbandonare le terre contaminate, ordine che ben presto fu eseguito da tutte le persone. E gli animali? Un diverso destino per loro, secondi agli uomini e dunque priorità di nessuno, sarebbero rimasti a morire in quelle terre senza più vita da soli e senza cure. Se non fosse che Keigo Sakamoto, 58 anni, decide di non eseguire l’ordine datogli e di restare a vivere in quelle terre ormai desolate per creare in terra un’arca di Noè fatta di cani, gatti, polli e anche qualche marmotta. Keigo Sakamoto ha scelto di restare solo, senza vicini, ma di circondarsi di amore e vita di tutti gli animali di Fukushima.  

Quante forme può assumere la bontà umana? Quanto immensa è per arrivare fino a esseri viventi ritenuti dai più “secondari”? L’amore di Keigo Sakamoto ha salvato la vita e l’anima di circa 500 animali creando in quel disastro una luce di speranza.